Per vendere borse, usi la tecnica segreta dello spammatore dilettante?

By | 14 giugno 2016

Vendere borse spammandoPerché un articolo che parla di errori assolutamente da evitare sui social media su un blog che parla di produzione di borse, di pelletteria?

E’ un post, un articolo, che risponde ad alcune cose che vediamo fare in questo settore, in questo mondo, il mondo del fashion e allo stesso tempo risponde ad alcune domande che sono state fatte a Ornella.

 

Non pensavo di scriverlo seriamente, eppure ho visto che alcune e semplici indicazioni di base possono essere utili, anche solo come ripasso, per molti.

Due premesse importanti:

  • Quando dico dilettante, intendo sembrare un un venditore (o produttore in cerca di clienti, che sono sempre persone alle quali vendere) all’ultima spiaggia, alla canna del gas, o se preferisci alla frutta che ricorre allo spam perché non sa come sopravvivere. Siccome sono sicuro che per te non sia così, in questo articolo ti fornirò le basi per non essere confuso con un dilettante.
  • Se ti ritrovi in alcune delle cose descritte, non preoccuparti, puoi rimediare da subito cambiando atteggiamento nell’utilizzo dei social network. In ogni caso, non farne una questione personale, so che non è colpa tua, probabilmente hai solo guardato cosa fa la maggioranza o, purtroppo peggio perché magari hai anche pagato per quelle informazioni, hai frequentato corsi di cioccolatai (ciarlatani) che insegnano come spammare perché hanno mal copiato alcune informazioni prese dagli USA.

Ora, entriamo nel vivo di cosa devi assolutamente evitare per emergere dalla massa senza nessuno sforzo.

Dopo aver monitorato diversi gruppi Facebook e dopo aver visto come si muovono alcune aziende del settore moda, pelletteria e nello specifico produzione di borse Italiane, ho deciso di scrivere qualche articolo per aiutare i lettori del blog di Pelletteria Top a essere certi di non commettere errori che li farebbero sembrare degli spammer, e semplicemente dei dilettanti disperati.

Anche alcuni Designer o Stilisti cadono in questa trappola, magari perché si sono affidati a qualche agenzia che non cura i loro interessi, magari perché li sta aiutando il “cugino” di qualcuno che dice di sapere cosa fare o magari perché hanno sottovalutato le conseguenze di un utilizzo dilettantistico dei social media.

Se ti ritroverai in uno o più delle errori da evitare assolutamente da evitare se non vuoi sembrare un dilettante, non preoccuparti, avrai modo di rimediare e cambiare tattica dopo aver letto questi spunti.

Allo stesso tempo, non fartene una colpa perché molti pseudo guru dei social media danno ancora oggi consigli terribili a persone che poi dovrebbero poi farlo come lavoro, persone che potresti, sfortunatamente, aver incontrato nel tuo percorso.

Come promesso in un post nel gruppo Facebook di Pelletteria Top, ti offrirò un punto di vista diverso da quello che vedi fare nei social media.

In questo primo articolo non ti parlerò di strategie ma solo dell’uso di alcuni strumenti, nello specifico di Facebook e dei social media in genere.

Moltissime persone sono convinte che Internet sia Facebook e viceversa. Quando non parlano di Facebook nello specifico si riferiscono ai social media in generale. Succede in Italia senza dubbio ma non solo.

A scanso di equivoci, Facebook e gli altri social media sono diversi sia come modalità di interazione sia come persone che li utilizzano ma, a livello generale utilizzando in modo professionale questi strumenti, e con un minimo adattamento potrai considerare validi i suggerimenti per tutti i social media che utilizzi.

Concorrenti, potenziali clienti e persone che normalmente segui spesso non hanno la minima idea delle reazioni che provocano quando utilizzano strumenti come i social media in modo casuale e semplicemente facendo quello che vedono fare nei (e dai) gruppi ai quali partecipano.

Entriamo nello specifico e guardiamo cosa succede nella maggioranza dei gruppi che dovrebbero trattare argomenti quali moda, design e, perché no, borse.

Ne ho guardati alcune decine negli ultimi mesi e il risultato è molto deludente perché non c’è nessun tipo di valore aggiunto nel far parte di quei gruppi, sono quasi tutti un insieme di link fastidiosi che nessuno ha richiesto (vero e proprio spam) nei casi più “evoluti” e di semplici fotografie con prezzo correlati da un “contattami per informazioni”.

Hai presente quei post che pubblicizzano occhiali da sole Rayban a prezzi super scontati?

Quelli che magari vedi nella tua bacheca (o timeline) e subito pensi “ancora? Ma chi crede a queste cose?”

Si, proprio quelli dove sono stati taggati 50 contatti, tra i quali almeno un tuo amico, ecco perché lo vedi nella tua bacheca, o magari sei stato taggato proprio tu e allora saranno i tuoi amici a pensare “guarda questo” prima ancora di rendersi conto che sei solo stato vittima di uno spammer, ma a loro questo poco importa. Pensa a cosa pensi quando li vedi tu e capirai immediatamente cosa intendo, molto meglio di come posso descriverlo io.

Ecco, quello è uno degli esempi di spam che mi vengono in mente più facilmente e che, non è molto diverso da quello che succede nei gruppi che parlano di fashion, borse, scarpe, ecc.

Infatti, quando non c’è direttamente una foto (generalmente anche poco curata) e il prezzo, c’è almeno un post che non ha nessun valore (nessuna informazione utile per chi legge) con il link alla propria pagina Facebook.

Questa ricerca sfrenata di trovare nuovi clienti, fatta a caso e senza un minimo di strategia, ti farà sembrare un dilettante allo sbaraglio e, questa è la parte peggiore, non ti farà vendere nulla di più.

Ti parlerò in un altro articolo di cosa è un cliente target, per ora rimaniamo solo che le azioni descritte poco fa e quelle che descriverò tra poco, non si rivolgono minimamente al tuo cliente target e quindi sono completamente inutili, oltre che essere considerate spam (preferisco ripeterlo allo sfinimento perché è della tua immagine professionale che stiamo parlando).

Nei post che pubblicizzano i Rayban, sono quasi sempre taggate molte persone, fino a circa 50.

Questa tecnica subdola, purtroppo si usa anche per avere visibilità, che altrimenti non si avrebbe, sia sulle pagine che sui profili privati.

Tu devi scordarti della possibilità di usare i tag per coinvolgere persone che non c’entrano con il tuo post, col tuo lavoro, con la tua collezione, solo per avere visibilità se non  vuoi farti odiare e magari bannare (bloocare, quindi non potrai più avere interazioni con l’altra persona, nemmeno leggere cosa scrivere) da persone che in realtà ti potrebbero dare informazioni fondamentali e che, magari rientrano proprio tra i tuoi clienti target o trai tuoi possibili fornitori strategici.

Ogni volta che vedi un post con diverse persone taggate, ovviamente non parlo della fotografia delle elementari, analizzalo e pensa se lo avresti fatto anche tu in quel modo, mettendo il tag alle varie persone e se, sono tag coerenti col post.

Insisto anche su questo punto, perché vedo molto spesso persone cercare di essere associate ad altre più in vista o famose in quel settore, per poterne sfruttare la visibilità anche in post che nulla hanno a che fare con quelle persone. Questo non ti metterà in una buona luce, inoltre ti farà notare dalle persone che hai taggato a caso come qualcuno da evitare.

Ho tenuto il pezzo forte del finto augurio alla fine di questo articolo perché tra le varie azioni poco eleganti, si distingue per falsità.

E’ il tuo compleanno, ecco i miei finti auguri con spam come regalo. Sei felice?

Hai mai visto nella bacheca di un amico o magari proprio nella tua, un post di auguri per il compleanno (a volte per l’onomastico) con il link a una pagina o a un sito dell’autore degli auguri?

Io si, più volte ed è veramente triste pensare di spammare il tuo link sulla bacheca di qualcuno in cerca di un inutile “mi piace” (inutile perché da persona non in target, argomento che tratterò in un altro articolo) o di un click verso un sito che nulla a che fare con me e con i miei interessi.

Siamo quasi alla fine del viaggio nello spam, ma non prima di averti dato gli ultimi 2 consigli sulla gestione di pagine e gruppi Facebook.

Quante richieste di mettere “mi piace” a pagine di amici hai nelle notifiche? Ti hanno aggiunto a qualche gruppo senza chiedertelo? In mezzo a questo, c’è qualcosa che ti interessa davvero?

Invitare amici a mettere like alla pagine facebook

Posso rispondere io per te, perché sicuramente sono troppe, si ti hanno aggiunto a dei gruppi senza chiedertelo e molto raramente c’è qualcosa che c’entra coi tuoi interessi.


Invitare le persone con cui sei in contatto a mettere “like” alle tue pagine, è l’ennesima azione spammosa (anche se più leggera di altre) che non ti porterà a nulla nella stragrande maggioranza dei casi.

Se stai pensando “Eh si, tu dici così ma se Facebook lo permette significa che va bene farlo” hai in parte ragione, Facebook lo permette ma questo non cambia di una virgola tutto quello che devi assolutamente evitare di fare per non sembrare un dilettante in cerca di spennare il prossimo pollo. Non pensare a quello che lo strumento ti permette di fare se queste funzioni non sono parte di cosa faresti nella vita reale, magari pensando a quando un ospite arriva a casa tua. Comportati così e sarai già avanti anni luce rispetto a quello che fa la massa.

Perché viene fatto? Perché le persone che non hanno chiaro che numeri dovrebbero guardare pensano che il numero di “mi piace” nella pagina sia importante. Non lo è.

E’ un discorso ampio che non posso espandere ora ma è importante pensare che le persone alle quali piace la tua pagina devono essere persone che hanno interesse verso quel prodotto, servizio o persona che è oggetto della pagina.

Stai pensando “Certo che è così, mi hai detto una cosa scontata” torna a guardare le notifiche e controlla gli inviti che hai ricevuto. Quanti inviti a eventi, like a pagine, aggiunte a nuovi gruppi ci sono?

Così come è inutile e fastidioso invitare le persone a mettere il like alle tue pagine, non è da meno aggiungere le persone ai gruppi.

I motivi, sono sempre gli stessi, e se una persona è interessata all’argomento trattato dal gruppo farà semplicemente richiesta di accedere, non c’è niente che tu possa fare per rendere interessante il gruppo aggiungendo un amico a “tradimento”.

Ho usato tradimento, parola forte, apposta perché aggiungendo qualcuno a un gruppo (soprattutto quando completamente fuori contesto, per intenderci come se mi aggiungessi a un gruppo che pala di calcio) lo stai trascinando in una situazione sgradevole. Ricordi l’ospite a casa tua? Ecco, riprendi quella linea di comportamento.

L’ultimo punto, sempre con gli stessi principi, sono gli eventi Facebook.

Vieni alla presentazione del mio libro a Molinella, Giovedì alle 19, libreria Fantasma.

Così come i gruppi e le pagine, non hai nessun diritto (anche se Facebook lo permette) di aggiungere amici agli eventi che fai, le persone decideranno di partecipare se è un evento di loro interesse. Certo, dovrai promuoverlo, come tutto del resto.

Se anche se interessato allìargomento ma vivi a 500 Km di distanza, difficilmente sei considerabile in target con quell’evento. Non si fa così, non serve a nulla cercare di atirare visibilità in questo modo perché attirerai solo le ire di quelle persone che sono state invitate a caso al tuo evento.

Bene, per oggi basta con lo spam, almeno quello su Facebook 🙂

Ok, ma io uso solo Linkedin!

Ti invito a usare i concetti generali anche se usi, per esempio Linkedin, altro covo di spammatori professionisti.


Anche se è un social network professionale (purtroppo di recente acquistato da Microsoft), in Italia viene utilizzato male, e spesso si riduce a messaggi multipli tipo “hai visto che ho pubblicato un nuovo libro?” oppure “ti faccio arrivare primo su Google”.

In realtà, se riesci a stare fuori dallo spam, o almeno a non farci caso, quando parliamo di borse ci sono molte persone interessate, Ornella ha un discreto seguito quando scrive su Linkedin.

Sono sicuro che stai già usando anche Linkedin per pubblicare i tuoi contenuti, ma nel caso non lo stessi utilizzando, inizia a valutare se hai tempo e se ci sono i tuoi potenziali clienti anche su quel social media perché, almeno nel settore della moda, potrebbe dare risultati interessanti.
Ora conosci le principali forme di spam che nascondono una ricerca disperata, quanto inutile, di nuovi clienti.

Approfondiremo l’argomento in altri articoli, ma intanto sai cosa devi evitare assolutamente se vuoi vendere borse e non sembrare uno spammer, anche se avevi le migliori intenzioni.

Sei stato vittima di “spammoni”? Non fare il timido, raccontami la tua esperienza nei commenti.

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