Come ti stai facendo truffare dai figli di Wanna Marchi, che non vendono creme ma producono borse in pelle e non!

By | 14 luglio 2016

Ciao,
questo articolo contiene notizie ed informazioni di un certo valore. Potresti trovare difficoltà a leggere e se non sei abituato alle cose limpide, smetti di leggere e corri a giocare a Pokemon.

Se vuoi smetterla di buttare soldi in creme sciogli pancia, ehm in” borse fatte bene costano poco” allora devi leggere subito questo articolo. Trova il modo di condividere quello che pensi e questo articolo, ne va della tua collezione di borse in pelle e non.
Ma veniamo a noi 🙂

Qualche mese fa ho frequentato un corso con ospite Jay Abraham, il corso te lo cito sotto.
In questi giorni sto riprendendo gli appunti in mano e nonostante la mia mente sia in fumo, provo a riempirla di altre informazioni.
Non riempirla e basta ma elaborare le informazioni che ho per renderle utili al mio lavoro ed al tuo.

Una cosa che mi è subito saltata all’occhio rileggendo è una nota:

“Se io all’acquirente gli possessi dire la verità, cosa dovrei dirgli?”

Questa domando nasconde dietro un mondo, perché di base è difficile che le persone nei business, raccontino la verità.

Perché non si racconta la verità?

Per la ragione più semplice del mondo e cioè che quello che ti stanno proponendo di acquistare è qualcosa che loro non acquisterebbero.

Parlo con tante persone e stamattina mi è capitato di incontrare un collega.

Come si usa fare, ci siamo scambiati i convenevoli.
Questo mio collega ha sulla cinquantina, capelli brizzolati, la faccia e le mani solcate da anni di colle e solventi.
Ora ha una bella azienda, in cui ha sputato l’anima. Si trova nella zona dei quartieri spagnoli e nonostante la posizione non ideale, tra alcuni marchi del lusso e occasionali, ha un bel po’ di clientela.

Quello che mi racconta è strano.
Mi parla di quanto stia crescendo con la sua azienda senza programmi reali di lavoro, un po’ campando alla giornata, che è tipicamente napoletano.
Mi racconta anche che deve “mentire” a vario titolo per poter tirare avanti.
Ma io sono curiosa e visto che siamo al bar, ordino un altro caffè, amaro in tazza e mi godo il racconto.

Lui si mette a posto gli occhiali, dandosi arie da gran saggio e comincia a raccontare un fiume di cose sconnesse.

Provo a riassumertele:
Sai la crisi ed i cinesi ci hanno distrutti. Ho degli amici che mi portano i lavori ed io gli corrispondo una percentuale. Sai delle volte prendo lavori che non sono in grado di portare a termine, ma che me ne frega, tanto se vogliono pagare poco aspettano.
Questi sono del nord i soldi li hanno, vengono qui a fare i furbi, ma io sono più furbo di loro.

A me queste parole fanno male. Ho il viso contratto dal fastidio che provo e faccio vani tentativi di farlo ragionare. Lo faccio per me non per lui. Lo faccio perché dal suo comportamento ne va l’immagine di un’intera categoria di pellettieri napoletani.
Finalmente gli arriva una chiamata, deve tornare in fabbrica, c’è un altro pollo da spennare e mi liquida con un sorriso malefico di quelli che vedo ai botteghini che fanno il gioco delle tre carte, conosci quella truffa?
Paga il conto e scappa via, congedandomi con una sua massima:
“Piccre’ senti a me a fare l’onesto non si guadagna. Guarda i politici sono i primi a rubare”

Lo guardo scettica e lo lascio andare con le sue convinzioni.
Entro in auto, la musica dei Queen a palla e mille pensieri per la testa.
Ripenso a quante persone ho detto cose reali che nessuno aveva detto.
Ripenso ai motivi per cui ho cominciato a scrivere sul blog, questo blog.
Penso all’importanza di condividere i pensieri e la formazione, con te che mi leggi.

Perché dovrei usarti come un pollo da spennare, o un bancomat?
Io dovrei dirti che si può produrre qualunque borsa al prezzo che vuoi tu?
Darti finti prezzi solo per venderti aria?

Perché dovrei?

Il lavoro che faccio è aiutare i designer. Non lo faccio “no profit” ma in maniera onesta sicuramente.

Negli anni che svolgo questo lavoro ne ho visti di clienti furbi e disonesti.

Sono stata truffata, non pagata e sfruttata.
Avrei potuto cominciare crociate ed invece ho preferito lavorare su me stessa.
Io volevo un’azienda che crescesse e per farlo devo ricordarmi sempre di avere:

  1. Controllo finanziario
  2. Clienti che pagano
  3. Progetti da seguire
  4. Investimenti a breve, medio e lungo termine
  5. Fornitori affidabili

Per questo non accetto tutti i lavori, ma solo quelli che hanno davvero una marcia in più.

Il più delle volte il Designer dimentica di essere un imprenditore, prima che un creativo.
Lui ha un’azienda e deve avere sotto controllo le stesse cose che guardo io.
Quando ho i primi approcci in chat o via mail ad info[@]pelletteriatop.com, quello che faccio sembrano domande strane.

Perché una che ha la fabbrica non mi parla di pelle e manodopera soltanto?

Perché non voglio fare brutte figure e voglio dare il meglio ai miei clienti.
Per farlo non posso lavorare con tutti, perché tu magari sei alla ricerca di “Quanto mi fai questa borsa” ed io non lavoro così.
Io lavoro con clienti selezionati e che hanno una concezione del proprio lavoro, in maniera business e non amatoriale.
Immagina un po’ il settore della produzione di borse come un quartiere dove trovi tanti ristoranti.
Si va dalla cantina, alla trattoria, al ristorante fino ad arrivare alla locanda stellata Michelin.
Ovvio che chi è abituato a mangiare alla cantina di zio Peppe,c he per 10€ ti dà il menù completo, ad andare in una locanda stellata non ci pensa proprio.
Non ci pensa soprattutto perché sa quanto spendere e paradossalmente quello che va al ristorante, sceglie meglio di te che non sai quanto spendere.

Quello che posso dirti è che il sistema Pelletteria Top segue delle fasi, che se vuoi essere mio cliente devi seguire le quattro fasi come te le spiego.
Non per mio capriccio ma per pura logica e per la voglia di dire la verità.

La verità che senza un’analisi del progetto non si va da nessuna parte, ti ruberei soldi e dopo sarai costretto a regalare le borse ai tuoi familiari come dono di Natale.
Avere un’idea non basta, bisogna strutturare un business e sapere a chi vendere.
Per questo se vieni da me con “l’idea” e senza progetto, il 99% non avrai i soldi per pagarmi.
Se leggi sopra ho scritto che per creare un’azienda solida bisogna avere “Clienti che pagano”

E tu hai l’idea del secolo o sei uno che ha le idee chiare?

Vorrei sapere cosa ne pensi e qual è la tua esperienza.
Condividi l’articolo e vedi cosa ne pensano i tuoi amici, sappi che se riesci a capire quello che ho scritto sei anni luce avanti rispetto alla media.

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