Anche tu vendi Borse 60% Made in Italy? Scopri perché INVECE il Made in Italy 100% è l’arma segreta dei concorrenti che decreterà la tua fine, se non fai attenzione!

By | 28 luglio 2015

Borse 60% Made in ItalyOggi ti darò degli esempi pratici per farti capire che NON va bene, fare 60% Made in Italy, 70%, addirittura 80%. O lo fai 100% o non farlo. Ma seguimi con attenzione!

E’ da un bel po’ di tempo che è scattata la moda di produrre in Cina per abbassare il costo della mano d’opera ed incrementare i margini di guadagno. Niente di male a dire il vero, perché ogni imprenditore è libero di aggredire il mercato, di dare valore ai suoi clienti nel modo che ritenga opportuno.

I padroni di alcune delle grandi aziende sanno benissimo, e non si fanno storie, che i prodotti nella moda, sono il più delle volte proprio quello: delle tendenze.

E come tutte le tendenze attraversano inesorabilmente un periodo di crescita, di euforia e di saturazione.

Molti di loro sono pronti da anni per affrontare il punto di saturazione del mercato, perché sono degli innovatori. Non copiano, o almeno prendono sempre spunto da altre realtà per affinare le strategie di comunicazione coi propri clienti, in modo tale da non subire gli attacchi dei copioni.

D’altra parte, ci sono i marchi nati per confondersi in mezzo a centinaia, per non dire migliaia di marche nello stesso settore. Non c’è differenza, e di conseguenza, non hanno nulla da comunicare di diverso alla clientela,

Quindi, se anche tu:

  • Gestisci 1° più marchi e le vendite sono calate, si sono piegate, si sono flessibilizzate, come lo vuoi chiamare.
  • In virtù di questa situazione, stai pensando a portare via dall’Italia la tua mano d’opera e produrre all’estero, perché sei convinto che il problema sono i clienti e non il modo come vendi.
  • Oppure, gestisci marche di rilievo, e sei convinto che tanto vale produrre in Cina e metterci la bandierina italiana per far credere alla clientela che fai vero Made in Italy, incrementando i tuoi margini di guadagno.

Stai commettendo un GROSSO errore, perché stai lasciando libero un angolo d’attacco che nei tempi dell’era Pre- Internet, potevi permetterti di lasciare scoperto.

Ma oggi non più.

Se fai Made in Italy, lo devi fare al 100%, altrimenti sei vulnerabile!

Quello che hai fatto in passato, andando in Cina ed esportando le nostre competenze, è far sì che i cinesi ci copiassero. Ma va bene, ti perdono. Non è colpa tua.

Con esso però è avvenuta la contraffazione, la grande piaga del nostro settore. 

Per quanto mi riguarda, non mi lamento, perché a differenza del 90% delle pelletterie siano Fiorentine, Napoletane, mi focalizzo su 1 prodotto per garantire ai miei clienti quello che le altre pelletterie si sognano.

Siccome so’ che nella vendita, le battaglie si fanno nella testa dei clienti, ho ben chiaro che non sono le macchine automatiche a fare la differenza. Già dal punto di vista pratico, non basta nemmeno una macchina per fare un BUON prodotto, perché questa serve a fare PIU’ prodotto, abbassando i costi. Cosa ben diversa! 

Quindi, in un mercato in cui tutti vanno a produrre ormai in Cina, devi fare l’esatto opposto, e cioè, tornare alla tradizione. E questa te la può dare solo la mano dell’artigiano, che con le sue mani, la sua esperienza e la sua arte, crea e migliora. 

Torna alla tradizione e sfruttala come elemento differenziante delle tue borse, quindi dillo fino alla stanchezza ai tuoi clienti, attraverso tutti i canali di comunicazione possibili.

Posso sentire le tue risate, ma adesso te lo dimostro. Adesso tutti stanno andando in Cina, lasciali andare, peggio per loro.

La Cina copia

Se a Napoli ed in Italia, ci facciamo del male con il “parallelo” e le borse contraffatte, i cinesi ci battono anche in questo.

Non è di molto tempo fa, la notizia che Alibaba, il mega colosso cinese è stato denunciato da Gucci  e  Yves Saint Laurent, perché sul portale si vendevano migliaia di borse contraffatte. 

La grande capacità e velocità produttiva dei cinesi è un’arma distruttiva al massimo. Sono in grado di riprodurre borse complicatissime in un tempo breve.

Ma se sposti in Cina la produzione delle tue borse, al contrario di quello che credi, sei fottuto. 

Perché questo?

Perché un concorrente lucido, addirittura meno possente, può spezzarti piano piano, senza che tu te ne accorga, avendo come punto di partenza prodotti Made in Italy 100%.

E’ vero che il cliente finale non riuscirà mai a capire le differenze tra una borsa 100% Made in Italy ed una contraffatta o una di quelle fatte male, anche se fatte in Italia.

Non è in questo luogo dove prima o poi perderai la guerra. La guerra inizierai a perderla, un po’ alla volta quando i concorrenti, decideranno di vendere in maniera mirata.

Facciamo un esempio pratico:

Mettiamo che tu voglia vendere in Messico le tue borse. Se fai una ricerca su Google, noterai che quando una donna in Messico scrive su Google: “bolsas de marca”, ti viene fuori: 

  1. Una valanga di siti indifferenziati l’uno dall’altro.

  2. Mega siti web, in cui trovi dalle marche più famose a quelle meno conosciute. Tutti mescolati, tra cui: 

3. Il panorama non cambia se fai le ricerche anche nei paesi dell’UE. 

4. A peggiorare le cose c’è il fatto che i marchi forti e quelli che lo sono un po’ meno, lasciandosi andare nella fase dell’euforia del proprio mercato, si sentono intoccabili. Per questo, osano vendere ogni tipo di prodotto sotto lo stesso marchio.

Occhio, sto parlando di ricerche su Google, cioè, quel posto su Internet in cui le donne consapevolmente cercano questo tipo di prodotto. 

Focalizzazione + Borse Made in Italy 100% = Vendite.

Il mercato è estremamente saturo di borse, parliamoci chiaro. Se a questo ci aggiungi che per risparmiare o per cercare di avere più margine di guadagno, provi a falsarlo producendo una parte in Cina e l’altra in Italia, secondo te cosa potrebbe fare un competitor per spezzarti le gambe? 

Tenuto conto che molto probabilmente anche la tua azienda vende:

  • Borse.
  • Portafogli.
  • Accessori.
  • Collane.
  • Collezione Uomo.
  • Collezione Donna, ecc, ecc, ecc.

Un tuo competitor serio cosa farebbe in mezzo a noti marchi, che vendono di tutto e si presentano vendendo di tutto sia online che offline? 

Beh. Di sicuro: 

Invece di vendere di tutto con lo stesso marchio, si focalizzerà vendendo solo borse per un tipo di donna ben definito. Si presenterà parlando la stessa lingua dei clienti, in questo caso IN SPAGNOLO, e fin qui non ci piove. 

Educherà questo tipo di donna con una bella sequenza di mail fortemente orientata alla concorrenza, in cui farà sentire IN SPAGNOLO che la sua marca è: 

  • La prima a portare queste borse italiane laggiù.
  • Ma soprattutto è il primo a creare questo tipo di borsa per questo tipo di donna. (Il marchio è il meno, si individua)
  • Tra l’altro che non fa altro che borse, e quindi, è super specializzato.
  • E che a differenza di te, non produce all’estero, bensì in Italia, quindi, Made in Italy al 100%.

Come ben sai, chi arriva per primo in una nicchia, o crea una nicchia e se ne impossessa, ha enormi vantaggi rispetto alle marche che lo seguono. 

Immagina che questo concorrente faccia un marketing che giri intorno ai 4 summenzionati punti.  Cosa succederebbe? Ti spacca in 4 piano piano, questo è poco ma sicuro.

E fin qui ho parlato solo di Google. Andiamo a vedere un attimo cosa troviamo su Facebook Ads per intercettare la domanda latente nel Messico. Bene, creando dei report, video, articoli martellando su quei 4 punti differenzianti, i tuoi competitor possono veramente fare tanto.

Te lo spiego più in dettaglio:

Su Facebook con il seguente profilo hai un target di 1.700.000 donne.

  • Posizione: Messico
  • Interessi: Abbigliamento femminile, Borse, Beni di lusso, Negozio online, Imprenditoria, Business, Architettura o Direzione aziendale.
  • Comportamenti: Tutti i viaggiatori frequenti, Chi viaggia per lavoro o Frequent International Travelers.
  • Età: 18 – 50.
  • Sesso: Donne. 
  • Lingua: Spagnolo.

Copertura potenziale: 1.700.000 persone.

Se tolgo qualche comportamento, tipo chi viaggia per lavoro, s’incrementa, ma un target così definito, è molto meglio, anche perché non sono poche, 1.700.000 donne da intercettare ed educare su Facebook per vendergli le tue borse.

Quindi, mentre tu continui a fare Made in Italy al 60%, il tuo concorrente educherà questo tipo di donna con una bella sequenza di contenuti, (articoli, report, video report, ecc) fortemente orientati alla concorrenza, in cui denuderà i tuoi punti deboli, per far sentire alle donne messicane IN SPAGNOLO che la sua marca è:

  • La prima a portare queste borse italiane laggiù.
  • Ma soprattutto è il primo a creare questo tipo di borsa per questo tipo di donna. (Il marchio è il meno, si individua)
  • Tra l’altro, che non fa altro che borse, e quindi, è super specializzato.

E che a differenza di te, non produce in Cina, bensì in Italia, quindi, Made in Italy al 1000%.

E visto che è estremamente specializzato, non come te che vendi ogni sorta di prodotti, alzerà il prezzo delle sue borse e ti prenderà una bella fetta di mercato.

Faccio enfasi sul  fatto di essere il PRIMO, perché come ben sai, chi arriva per primo in una nicchia, o crea una e se ne impossessa, ha enormi vantaggi rispetto alle marche che lo seguono.

Non fare Made in Italy al 100% è a tuo rischio e pericolo. Fai te.

Sfuggi adesso alla trappola del 60% Made in Italy e affida la produzione delle tue borse a Pelletteria Top. 

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Ornella Auzino.